The deepest X-ray look at the
Universe
The transient X-ray pulsar
4U 0115+63 from quiescence to outburst
through the centrifugal transition
S. Campana, F. Gastaldello, L.
Stella, G.L. Israel, M. Colpi, F. Pizzolato, M. Orlandini & D. Dal
Fiume 2001, ApJ 561, 924-929.
4U 0115+63 e` una delle migliore sorgenti transienti `dure' conosciute
con periodo, campo magnetico e parametri orbitali noti. Osservazioni
BeppoSAX hanno permesso di mettere in luce una variazione di
luminosita` di un fattore almeno 250 in 15 hr. Questa variazione e`
eccezionale e non ha precedenti nel panorama delle binarie X. Una
spiegazione consistente chiama in gioco l'apertura della barriera
centrifuga. Inizialmente la materia viene inibita all'accrescimento
sulla superficie della stella di neutroni dalla linee di
campo magnetico in rotazione super-Kepleriana. In risposta ad una
variazione di un fattore 2-3 nel tasso di accrescimento la magnetosfera
si restringe e inizia a ruotare a velocita` sub-Kepleriana lasciando
passare gran parte della materia in accrescimento (citazioni 16).
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On the Bolometric
Luminosity Range of Black Hole Candidate and Neutron Star Low Mass
X-Ray Transients
S. Campana & L. Stella
2000, ApJ 541, 849-859.
In questo lavoro si analizzano in modo sistematico le differenze tra
sistemi transienti contenenti stelle di neutroni e buchi neri alla
ricerca di differenze. Mentre le luminosita` X in quiescenza sono
statisticamente differenti, le luminosita` bolometriche in quiescenza
non lo sono. Questo indica che in
quescienza i sistemi con stella di neutroni emettono prevalentemente
nella
banda X, mentre i sistemi con buchi neri in banda ottica. Questo pone
pesanti
vincoli sui modelli del tipo `Advection Dominated Accretion Flow'
(ADAF)
(citazioni 40).
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The Brera Multi-scale
ROSAT HRI Wavelet (BMW) source catalog. II: application to the HRI and
first results
S. Campana, D. Lazzati, M.R.
Panzera & G. Tagliaferri 1999, ApJ 524, 423-433
Abbiamo sviluppato un algoritmo di detezioni di sorgenti in immagini X
basato sulla trasformata di wavelet e lo abbiamo applicato all'intero
dataset
dei dati ROSAT-HRI. Questo ha prodotto un catalogo completo di ~21,000
sorgenti il cui sfruttamento e` tuttora in corso. Caratteristiche
principali dell'algoritmo sono la possibilita` di analizzare campi
molto affollati e di dare una stima dell'estensione delle sorgenti
rivelate favorendo la ricerca di ammassi
di galassie, resti di supernova e galassie come sorgenti estese,
direttamente dai dati X. In questo lavoro sono descritte le principali
caratteristiche dell'algoritmo applicato ai dati ROSAT che si confronta
(molto) favorevolmente con gli altri programmi di rivelazione
attualmente in uso (citazioni 22).
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Aquila X-1 from outburst
to quiescence: the onset of the propeller effect and signs of an awaken
rotation powered pulsar
S. Campana, L. Stella, S.
Mereghetti, M. Colpi, M. Tavani, D. Ricci, D. Dal Fiume & T.
Belloni 1998, ApJ 499, L65-L68
Questa lettera descrive, per la prima volta, il ritorno allo
stato quiescente di una sorgente transiente (Aql X-1) attraverso
osservazioni
BeppoSAX. Questo osservazioni hanno permesse di evidenziare la
transizione
dello stato di accrescimento (ad alte luminosita`) allo stato di
inibizione
centrifuga in cui la materia viene fermata al raggio magnetosferico
dalla
pressione del campo magnetico e infine una ulteriore transizione in
cui,
probabilmente, si e` osservato il risveglio di una pulsar radio nel
sistema
(citazioni 73).
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The neutron star of soft
X-ray transients
S. Campana, M. Colpi, S.
Mereghetti, L. Stella & M. Tavani 1998, A&A Rev. 8, 269-316
Questa e` la prima review (dal 1984) su sorgenti transienti contenenti
stella di neutroni. Questa rassegna arriva subito dopo la scoperta
della
prima e unica binaria X contenente una pulsar a 2.5 ms e testimonia il
rinnovato
interesse in questa classe di sorgenti (citazioni 74).
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The observability of old
isolated neutron stars with ROSAT. II: Molecular clouds and deep fields
M. Colpi, S. Campana & Treves A.
1993, A&A 278, 161-166
La ricerca di stelle di neutroni isolate che accrescono dal mezzo
interstellare e` stata prevista fin dagli albori dell'astronomia X. In
questo lavoro si stima l'osservabilita` di questi oggetti nelle zone
del mezzo interstellare dove possono accrescere piu` massa: le nubi
molecolari. Per ogni nube nelle vicinanze del Sole si fanno previsioni
sul numero di oggetti osservabili e si individuano le piu` promettenti
(citazioni 21).
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