A sinistra il logo dell’OAB e a destra il logo del POE INAF-Osservatorio Astronomico di Brera per la scuola a cura di POE
Numeri utili:
Monica Sperandio (Responsabile POE Merate): 02-72320416
Stefano Sandrelli (Responsabile POE Milano): 02-72320337
Ilaria Arosio (POE Milano): 02-72320304
Centralino Merate: 02-72320500
Centralino Milano: 02-72320300
Sei in: OAB > Scuole > Home> I Telescopi dell’OAB

Torna alla pagina Home

I telescopi dell’OAB

Sede di Merate
Sede di Merate

La sede di Merate dell’Osservatorio Astronomico di Brera ospita tre telescopi:

Attualmente i telescopi dell’OAB vengono principalmente utilizzati:

Per maggiori informazioni sulle visite serali vai al link Le visite all’OAB.

Un po' di storia

immagine del telescopio Zeiss di Merate

Il telescopio ZEISS - [vai alla scheda tecnica]
Il telescopio Zeiss arrivò a Merate il 22 luglio 1926.
L’allora Direttore Emilio Bianchi a questo proposito scriveva: "...la sera del 22, tutte le 38 casse contenenti le diverse parti del telescopio giunsero a Merate nel nuovo osservatorio (...)il 26 luglio iniziò l’operazione di montaggio(...) la sera del 20 settembre 1926 venne fatta la prima osservazione, ma la fase di montaggio fu completata soltanto il 15 ottobre dello stesso anno".
Da allora il telescopio è sempre stato operativo. Fino al 1942 è stato il più grande telescopio italiano, l’unico dotato di uno spettrografo di alta qualità, e il secondo telescopio più grande d’Europa.
Lo specchio primario, in vetro borosilicato, ha un diametro di 102 cm e uno spessore di 17 cm. La lavorazione ottica dello specchio e la meccanica sono state realizzate dall’industria tedesca Zeiss.
L’intervento della Zeiss fu parte del risarcimento dei danni di guerra chiesto alla Germania dalle nazioni vincitrici della prima guerra mondiale.

immagine del telescopio Ruths di Merate

Il telescopio RUTHS - [vai alla scheda tecnica]
È collocato in una cupola risalente al 1935 donata dall’industria EDISON. Costruita sull’esempio dei grandi rifrattori americani di Lick e Yerkes, la cupola era l’unica in Italia ad avere un piano mobile, un dispositivo che consente all’astronomo di raggiungere facilmente l’oculare.
Lo specchio originale era realizzato in alluminio massiccio (diametro di 137 cm, spessore di 20 cm, per una massa approssimativa di 600 Kg), ricoperto di Nichel per dare durezza e poi alluminato per permettere una riflessione ottimale della luce: una tecnica di costruzione per l’epoca all’avanguardia.
Il Ruths, realizzato interamente in Italia, rappresentò negli anni ‘60 il primo esempio al mondo di utilizzo di specchi di alluminio per osservazioni ottiche: "...an important milestone in the historical development of telescopes..." (un’importante pietra miliare nello sviluppo storico dei telescopi), come venne definito nel rapporto di una commissione internazionale incaricata di esaminarne le prestazioni nel 1982, in vista della possibilità di costruire specchi di grandi dimensioni (ESO).
Verso la metà degli anni novanta ci si rese conto che la superficie sulla quale era depositata l’alluminatura si stava degradando. Grazie a un finanziamento della Fondazione CARIPLO lo specchio fu sostituito, con ottiche standard realizzate con una particolare sostanza di vetro-ceramica, di dimensioni simili a quelle dello specchio originale.
Lo specchio originale di alluminio massiccio fa parte del patrimonio storico dell’Osservatorio ed è esposto sotto una protezione di plexiglass nell’atrio della cupola.
All'inizio dell’anno 2000 è stato costituito un gruppo di lavoro per la messa in piena operatività del telescopio. Gli interventi di adeguamento permettono di utilizzare sul telescopio due diversi tipi di CCD e un sistema di autoguida che consente di utilizzare i CCD anche per pose lunghe.
Il telescopio è dotato di un sistema di controllo per il puntamento automatico che permette di puntare con la precisione di qualche primo d’arco.
Con questi interventi si soddisfano diverse esigenze scientifiche, come l'osservazione di eventi sporadici ed occasionali (la controparte ottica dei Gamma Ray Burst, eventi di novae e supernovae), o il monitoraggio di sorgenti variabili a lungo periodo (BL Lac, stelle pulsanti). Il telescopio, oltre ad essere impiegato per le esercitazioni di laboratorio universitario e per le dimostrazioni divulgative è anche utilizzato come banco di prova degli strumenti ottici realizzati in sede.

immagine del telescopio Marcon di Merate

Il telescopio MARCON - [vai alla scheda tecnica]
Costruito dalla Società Italiana Telescopi (SIT) per studiare l’eclisse totale di Sole del 1961.
Nel 1984 l’ottica e la meccanica del telescopio furono modificate dalla ditta MARCON di San Donà di Piave, per adattarlo ad osservazioni di fotometria. Il diametro dello specchio primario è di 50 cm, una massa di circa 50 Kg, e la focale 7.5 m. (Configurazione ottica Cassegrain).

Accessi alla pagina (anno corrente) - Totale: 1 - esterni: 1 - oggi: 1

accessi pagina