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La curiosità del mese

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Aspettando Rosetta

La curiosità del mese di settembre 2014 a cura di Tomaso Belloni


Fig. 1 - La cometa C67P ripresa dalla camera fotografica della sonda rosetta da soli 83 chilometri di distanza il 23 agosto scorso.
Fig. 1 - La cometa C67P ripresa dalla camera fotografica della sonda rosetta da soli 83 chilometri di distanza il 23 agosto scorso.

Difficile che nei giorni scorsi a qualcuno sia sfuggita la notizia dell’arrivo della sonda Rosetta alla sua cometa dal melodioso nome di 67P/Churyumov-Gerasimenko (6 agosto - distanza di 100 km dalla cometa vedi la notizia su MediaInaf).
La forma della cometa, definita "paperetta da vasca da bagno" è davvero incredibile e presto arriveranno nuove informazioni, specialmente quando la sonda Philae tenterà l’atterraggio.
In questa " curiosità" però vorrei ricordare il primo incontro di una sonda spaziale con una cometa.
Nel 1986, puntuale, la più famosa delle comete, quella di Halley, è tornata nella zona interna del sistema solare ed è passata al perielio (il punto della sua orbita più vicino al sole).
Dato che il suo periodo orbitale è di 75.3 anni, il passaggio precedente era stato nel 1910, quando c’erano solo telescopi ottici sulla terra, mentre il prossimo passaggio sarà nel 2061, un po’ lontano per parlarne ora.
Però nel 1986, anno in cui la posizione relativa terra-sole-cometa ha portato alle peggiori condizioni per osservarla da terra, la tecnologia delle sonde spaziali era già disponibile, per cui diverse sonde sono state programmate allo scopo, mentre altre osservazioni sono state fatte da sonde già esistenti, come ad esempio Pioneer 7 e Pioneer Venus Orbiter. Queste sonde hanno formato quella che è stata soprannominata "l’armata di Halley".

Fig. 2 - L'armata Halley, 6 sonde nate per esaminare la cometa di Halley quando nel 1986 si trovava nello spazio interno del sistema solare. Da sinistra in alto e in ordine di avvicinamento: la sonda Giotto dell'Agenzia Spaziale Europea - destra in alto: le due sonde gemelle giapponesi Suisei e Sakigake - sinistra in basso: le due sonde gemelle sovietiche Vega 1 e Vega 2 - destra in basso: la sonda della NASA International Cometary Explorer (ICE).
Fig. 2 - L’armata Halley, 6 sonde nate per esaminare la cometa di Halley quando nel 1986 si trovava nello spazio interno del sistema solare. Da sinistra in alto e in ordine di avvicinamento: la sonda Giotto dell’Agenzia Spaziale Europea - destra in alto: le due sonde gemelle giapponesi Suisei e Sakigake - sinistra in basso: le due sonde gemelle sovietiche Vega 1 e Vega 2 - destra in basso: la sonda della NASA International Cometary Explorer (ICE).

La sonda giapponese Suisei ("cometa" in giapponese) è arrivata a 151mila km dalla cometa l’8 marzo 1986, aiutata nella sua navigazione da un’altra sonda giapponese, la Sakigake ("pioniere").
Le due sonde gemelle dell’allora Unione Sovietica Vega 1 e 2 avevano incontrato il pianeta Venere e dopo aver sganciato ciascuna uno strumento con un pallone per entrare nell’atmosfera di Venere vennero dirottate verso la cometa di Halley.
I loro dati hanno aiutato la sonda Giotto nel suo approccio. Vega 1 è arrivata a 8899 km dalla cometa, Vega 2 a 8030 km. Ultima in ordine di avvicinamento la sonda International Cometary Explorer (ICE) che verso la fine di marzo 1986 è passata tra il Sole e la cometa di Halley, avvicinandosi a 28 milioni di km dal suo nucleo.
L’ammiraglia dell’armata era però la sonda Giotto dell’Agenzia Spaziale Europea (Giotto da Bondone aveva osservato la cometa di Halley nel passaggio del 1301 e l’aveva usata come ispirazione per la sua "Adorazione dei magi").
Giotto il 14 marzo 1986 è passata a 596 km dal nucleo della cometa (vedi anche il video della NASA sull’incontro della sonda con la cometa).

Fig. 3 - Immagine del nucleo della cometa Halley visto dalla sonda Giotto nel 1986. Da APOD  del 4 genmaio 2010.
Fig. 3 - Immagine del nucleo della cometa Halley visto dalla sonda Giotto nel 1986. Da APOD del 4 gennaio 2010.

Avvicinarsi così tanto a una cometa attiva non è una cosa semplice, perchè le particelle della chioma e della coda colpiscono la sonda sempre di più mentre ci si avvicina.
Uno di questi impatti è stato così forte da ruotare la sonda, spostando la sua antenna per comunicare con la terra ed esponendo gli strumenti non più riparati dall’apposito scudo.
La sonda è però riuscita a stabilizzarsi da sola e tornare in assetto e in grado di comunicare.
Poco dopo il punto di massimo avvicinamento, un altro impatto ha distrutto lo strumento Halley Multicolor Camera e terminato il flusso di immagini.
L’armata ci ha fornito informazioni uniche sulla struttura e la fisica di una cometa.
Inoltre ci ha permesso per la prima volta di vedere direttamente il nucleo di una cometa: la Halley è un oggetto a forma di arachide, di dimensioni 15x10x7 chilometri.
La superficie al momento del passaggio era attiva solo per il 10%, con tre piccole zone dalla parte esposta al sole che producevano getti, quelli che poi a grande distanza sarebbero apparsi come la coda della cometa, in direzione opposta a quella del sole. La polvere fuoriuscita dalla cometa è risultata delle dimensione di particelle di fumo di sigaretta.

Fig. 4 - Il video della NASA sull’incontro della sonda Giotto con la cometa Halley.

La particella che ha fatto girare la sonda non è stata misurata, ma si pensa fosse fra un decimo di grammo e un grammo (a grande velocita anche un granello può fare male).
La Giotto è poi stata fatta passare a soli 200 km da un’altra cometa nel 1992, ma non ci sono immagini perchè la camera era ormai rotta.
Insomma, quello è stato il primo incontro ed è stato interessante ed emozionante, ma nulla di quanto ci aspetta nei prossimi mesi da Rosetta e Philae.

Per saperne di più

Là dove sbarcherà Rosetta da MediaInaf - 25 agosto 2014 .
A spasso con la cometa Editoriale di Giovanni Bignami su La Stampa - 7 agosto 2014 .
Rosetta è arrivata da MediaInaf - 6 agosto 2014 .
La sonda Rosetta da Wikipedia.
La missione Rosetta sito ufficiale ESA.
La missione Giotto da Wikipedia.
La missione Giotto sito ufficiale ESA.

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