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La curiosità del mese

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A quale distanza massima riesci a vedere?

La curiosità del mese di giugno 2008 a cura di Tommaso Maccacaro


Immagine del Sole al tramonto visto dall’Osservatorio Paranal nel desterto dell’Atacama
Il sole dista da noi 150 milioni di chilometri. Per percorrere questa distanza la luce impiega circa 8 minuti. Quindi, quando guardiamo il sole, lo vediamo dove era 8 minuti prima.

Provate a chiedere ai vostri amici a quale distanza massima riescono a vedere di giorno a occhio nudo.
Specificate pure "all’aperto, in una giornata limpida e serena" e concedete loro qualsivoglia (ragionevole) situazione (in cima a un colle, sul ponte di una nave, dal finestrino di un aereo, e così via).
Scommetto che la stragrande maggioranza dei vostri amici sottostimerà, e di moltissimo, la massima distanza a cui riescono vedere. Le risposte dei miei amici (non astronomi) vanno infatti da circa 10 km (i più miopi) a circa 50 km.
In realtà, tutti noi vediamo facilmente a 150 milioni di chilometri di distanza (di giorno) e molto più lontano (ma proprio molto molto di piĆ¹) di notte.
Stupiti? Beh, di giorno (in una giornata limpida e serena) il Sole lo vediamo tutti, no?
Il Sole dista da noi circa 150 milioni di chilometri. È così lontano che persino la luce, che viaggia a trecentomila chilometri al secondo, e che è la cosa più veloce che conosciamo, impiega il suo tempo (8 minuti), ad arrivare a noi dalla sua superficie.
Sicchè, quando guardiamo un romantico tramonto, guardiamo in "differita" di 8 minuti qualcosa che è già finito prima che per noi cominci.
Vediamo il Sole nonostante sia così lontano perchè è estremamente luminoso.
Di notte vediamo ancora più lontano. Sirio e Procione, per rimanere tra le stelle che ci sono familiari, sono così lontane che diventa scomodo indicare la loro distanza in chilometri, e si usano piuttosto gli anni luce. Un anno luce è la distanza che la luce percorre in un anno ed è pari a 9460 miliardi di km. Come abbiamo appena visto, il Sole dista da noi 8 minuti luce, Sirio invece è a 8,6 anni luce, Procione a 11,4.
E qual è la stella più lontana tra quelle visibili ad occhio nudo? Deneb, l’astro più brillante della costellazione del Cigno che dista circa 1600 anni luce.
Ma chi è dotato di una ottima vista ed è sufficientemente fortunato da potersi godere una stellata in un luogo veramente buio può vedere ben più lontano, riuscendo persino a vedere un’altra galassia: la Grande nube di Magellano (nel cielo Australe) a 179 mila anni-luce da noi oppure la galassia di Andromeda (nel cielo Boreale) a due milioni di anni luce!
Ecco questo è il record per quanto riguarda il riuscire a vedere lontano con i nostri occhi.

A sinistra: la galassia di Andromeda. A destra: la Grande nube di Magellano. Sono due delle galassie piu' vicine a noi. Insieme alla nostra, e ad altre minori, formano un gruppo noto come Sistema Locale.
A sinistra: la galassia di Andromeda. A destra: la Grande nube di Magellano. Sono due delle galassie più vicine a noi. Insieme alla nostra, e ad altre minori, formano un gruppo noto come "Sistema Locale".

Se poi utilizziamo un binocolo, un cannocchiale o un telescopio allora facciamo un salto enorme; con i più potenti telescopi sia terrestri che spaziali riusciamo infatti a vedere a miliardi di anni-luce da qui.
Cosa si vede?
Di tutto: stelle e galassie, isolate e in gruppi di centinaia di esemplari, di varie forme e colori.
Proprio recentemente, alcuni miei colleghi dell’Osservatorio Astronomico di Brera hanno "visto" (utilizzando sia telescopi nello spazio che sulla terra) la spaventosa esplosione di una stella distante oltre 12 miliardi di anni-luce.
Mai una singola stella era stata vista così lontana. Un nuovo record!
Se pensiamo che l’Universo ha circa 14 miliardi di anni, vedere così lontano vuol dire, guardando indietro nel tempo, vedere l’universo quando era molto più giovane e stava ancora formandosi.
Ecco perchè noi astronomi facciamo a gara per costruire telescopi sempre più grandi e metterli sulla cima delle montagne in posti deserti e bui: per poter vedere sempre più lontano e per capire, guardando indietro nel tempo, come si è formato l’Universo in cui viviamo.

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